Fulvio Panizzari racconta trent’anni di scelte, sicurezza vissuta e una strofa nuova per il domani di RDG Formazione
Quello che più mi ha fatto rimanere fedele a RDG negli anni è averla percepita sin dalla sua costituzione come qualcosa di mio, confezionata come un vestito su misura per le mie aspettative ed esigenze. L’altro aspetto che non mi ha mai fatto cambiare è l’estrema dinamicità di RDG, a volte anche da me un po’ forzata, che ci ha permesso negli anni di affrontare nuove sfide e nuovi mercati. C’è un valore che mi ha sempre contraddistinto: quello della correttezza. Lo abbiamo tramutato in un modo di lavorare che ci ha permesso di ottenere risultati bellissimi. Oggi, probabilmente, il segnale che più mi emoziona e mi fa dire “sì, siamo sulla strada giusta” non è solo il fatturato in continuo aumento negli ultimi due anni, ma aver ritrovato nella nuova compagine societaria un entusiasmo e una grinta che mi hanno reso davvero felice.
Se dovessi immaginare RDG in tre fotogrammi che possano condensare una storia così lunga, partirei da quando abbiamo potuto assumere la prima dipendente. Ricordo che fu una grandissima emozione ed è ancora più forte adesso se penso che dopo così tanti anni Francesca è diventata socia e consigliera di amministrazione in RDG. Il secondo fotogramma è aver potuto acquisire una nuova sede più prestigiosa: l’emozione di entrare in quello spazio nuovo. E lì aver potuto fare l’accreditamento sia al fondo paritetico, ma soprattutto a Regione Lombardia, che ha dato a RDG una spinta e un impulso inimmaginabili. Il terzo fotogramma è legato a quella che doveva essere per me una giornata impossibile. Quel momento in cui ero stato abbandonato dai miei soci, ritrovandomi solo ad affrontare una situazione difficile, si è tramutato inaspettatamente in una grandissima opportunità, perché ho potuto conoscere Carla, che adesso è la nuova rappresentante legale di RDG. Ci siamo incontrati, ci siamo trovati e abbiamo potuto sviluppare nuovi progetti insieme. Questo mi ha dato la carica e la forza di andare avanti e di crescere come stiamo facendo, in maniera veramente importante.
Nel mio ruolo di Chief Security Manager mi rendo conto che effettivamente nelle piccole aziende, a differenza delle grandi che hanno già ben chiaro qual è il valore della sicurezza, quest’ultima viene vista come una perdita di tempo. Il concetto è: “Dammi un attestato e io sono felice così; se posso non fare il corso è anche meglio”.
Però ci sono dei momenti in cui scatta una scintilla, in cui i titolari si rendono conto che un’attività aziendale dove la sicurezza è messa al primo posto e le persone lavorano in maniera sicura ha un effetto positivo anche sul fatturato dell’azienda e sul clima che si viene a creare. La mia grande soddisfazione l’ho avuta nel momento in cui, dopo un lavoro fatto su un’azienda, a fronte di un controllo degli organi competenti, non solo non le fanno sanzioni, ma le fanno anche i complimenti: “Finalmente un’azienda a posto”. È una grandissima gratificazione per me, ma anche per l’azienda stessa.
Sì, effettivamente ho scritto questo inno di RDG, ne sono molto contento e soddisfatto. Spero che possa rimanere negli anni e nella memoria dell’azienda, visto che io ormai sono in fase di ritiro dall’attività lavorativa. Se dovessi immaginare una nuova strofa da scrivere, la parola chiave sarebbe per me molto semplice: rispetto. Rispetto per sé stessi, quindi per la propria persona; rispetto nei rapporti con gli altri; rispetto anche per tutti coloro che hanno a che fare con RDG, per l’attività di formazione. Se tutto questo si manterrà e, domani, quando uno dovesse guardare a RDG, questo rispetto fosse ancora al primo posto, direi che avrei ottenuto quello che voglio in questa ipotetica strofa.