
Tra un corso fatto per adempiere un obbligo di legge e uno che prepara davvero le persone c’è una distanza che si misura in secondi, spesso preziosi
C’è una domanda che poche aziende si fanno davvero: se domani scattasse l’allarme antincendio, i dipendenti saprebbero cosa fare? Non in teoria. Concretamente, nei secondi che contano.
Ci sono competenze che un’azienda spera di non dover mai utilizzare. Eppure, proprio per questo devono essere solide, allenate, presenti. La formazione antincendio appartiene a questa categoria.
La sicurezza in azienda non è fatta solo di procedure, cartelli, planimetrie ed estintori appesi alle pareti. Tutto questo è necessario, certo. Ma resta insufficiente se le persone non sanno come comportarsi, se non hanno mai provato un gesto tecnico, se davanti a un principio d’incendio la prima reazione è l’incertezza.
Il D.M. 2 settembre 2021, entrato pienamente in vigore nell’ottobre 2022, ha aggiornato la disciplina della gestione dell’emergenza e della formazione antincendio nei luoghi di lavoro, superando le precedenti disposizioni del D.M. 10 marzo 1998. I percorsi per gli addetti antincendio sono articolati in tre livelli: livello 1 (4 ore), livello 2 (8 ore) e livello 3 (16 ore), definiti in funzione delle caratteristiche dell’attività e del livello di rischio incendio individuato dal datore di lavoro secondo i criteri del decreto.
Ma la novità più rilevante del decreto sta nella presenza della parte pratica anche nel livello base. È stata introdotta la formazione “sul campo” anche nei corsi di livello 1, con una fase di presa visione delle attrezzature e una successiva fase di esercitazione pratica sull’uso degli estintori portatili.
Tutti coloro che svolgono incarichi di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze devono ricevere adeguata formazione e svolgere aggiornamenti periodici. Nei luoghi di lavoro in cui è obbligatoria la redazione del piano di emergenza, i lavoratori devono inoltre partecipare a esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale. Non è una raccomandazione: è un obbligo.
La differenza tra sapere e saper fare, in materia antincendio, non è una sottigliezza accademica. È il confine tra una reazione confusa e una risposta organizzata. Conoscere il triangolo del fuoco aiuta a capire come nasce un incendio; conoscere i mezzi di estinzione aiuta a scegliere quello corretto; esercitarsi con un estintore aiuta a superare quella distanza, spesso sottovalutata, tra la teoria e il gesto.
Per questo la parte pratica non può essere considerata un’aggiunta accessoria, un momento da inserire a fine lezione per rispettare il programma. Dietro ogni voce del percorso formativo non c’è solo un argomento da studiare, ma un comportamento da interiorizzare.
Qui emerge un tema spesso trascurato. Le prove pratiche richiedono spazio aperto, sicuro, attrezzato. Una sala conferenze in affitto per la giornata non basta. Un parcheggio improvvisato nemmeno. Le esercitazioni con estintori, la simulazione di evacuazione, la gestione dell’allarme: sono attività che hanno bisogno di un ambiente adeguato e idealmente contiguo all’aula didattica, per non spezzare il filo tra la teoria e il fare.
Molti enti erogatori spostano la parte pratica in luoghi distanti, oppure la riducono a una simulazione parziale. Il risultato è un corso formalmente compliant, ma povero nel suo nucleo più importante: l’esperienza diretta.
SkyLab RDG Milano, la sede formativa di RDG in Via Antonio da Recanate 2, a pochi passi dalla Stazione Centrale, ha scelto un’altra strada. Dispone di un’ampia terrazza all’aperto, uno spazio che pochi centri di formazione possono permettersi in pieno centro città, dove le esercitazioni pratiche antincendio si svolgono direttamente in sede, a pochi metri dalle aule didattiche.
Non è un dettaglio di comfort. Significa che si lavora in aula sui concetti, sulle procedure, sulla normativa e poi si passa alla pratica senza interrompere il ritmo, senza disperdere l’attenzione, senza spezzare il filo del percorso. Per le aziende significa anche semplificare l’organizzazione: meno trasferimenti, meno tempi morti, più concentrazione sull’obiettivo reale.
Il corso di formazione antincendio di RDG copre tutti e tre i livelli previsti dalla normativa. I contenuti includono la classificazione dei rischi, il triangolo del fuoco, i mezzi di estinzione, le procedure di evacuazione, la gestione delle emergenze e le esercitazioni pratiche con estintori portatili. Tutto in conformità con il D.M. 2 settembre 2021, erogato da formatori qualificati secondo i requisiti del decreto.
Come per ogni percorso aziendale RDG, anche la formazione antincendio è finanziabile attraverso i fondi interprofessionali, senza incidere direttamente sui budget aziendali.
L’obiettivo reale di un buon corso antincendio non è ottenere il classico “foglio di carta”. L’attestato è necessario, ma arriva alla fine. Prima viene la consapevolezza: la capacità di leggere un ambiente di lavoro con occhi diversi, sapere dove sono le vie di esodo, riconoscere i segnali da non ignorare, coordinarsi con i colleghi, capire quando intervenire e quando invece è necessario allontanarsi.
Perché il fuoco, quando arriva, non concede tempo per ripassare. La formazione sì. Ed è lì, tra aula e terrazza, che un’azienda può scegliere se limitarsi a essere conforme o diventare davvero più pronta.